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mercoledì 24 ottobre 2012

Scherzi di ... Lingua

(Nota a margine: prosegue la serie di post duplicati dal mio vecchio blog a causa della sparizione dei testi originari. Chi avesse già letto e si ricordasse porti pazienza... e complimenti alla memoria! visto che son passati più di cinque anni).

DIZIONARIO FELINO   
or: what about four-letter words?

Disegno di Giampaolo Zecca per "Pick Wick"
Sembra ieri, ma sono passati anni da quando Cesare Zavattini esclamò per la prima volta: – Cazzo! – durante una trasmissione radiofonica, facendo scatenare torme di sociologi alla ricerca di – vere o presunte – funzioni liberatorie e iconoclaste del turpiloquio. E sembra ieri quando i liceali, alle prese coi primi rudimenti di trigonometria, sogghignavano sentendo parlare di seno dell’angolo. E che risate sotto i baffi! quando leggendo nell’Iliade della lite tra Achille ed Agamennone si arriva al punto in cui la mano del pelìde corre alla spada e dalla gran vagina/traendo la venia… Nessuno, ovviamente, sospetta che il Monti, gran traduttor de’ traduttor d’Omero, avesse in mente alcun doppio senso nell’uso del vocabolo vagina, inteso qui nel senso letterale di guaina, custodia; ma i ragazzi d’allora il doppio senso lo vedevano, eccome!
Oggi che in ogni dialogo circolano con indifferenza attributi sessuali di ogni genere esposti con pervicace nonchalanche, potrebbe apparire fuori luogo e un po’ démodé una riflessione sul turpiloquio e sui suoi termini peculiari, quelli che gli anglosassoni chiamano four-letter words, poiché in lingua inglese la maggior parte delle cosiddette parolaccefuck, cock, shit e così via – sono per l’appunto di quattro lettere. Da noi li chiamavano – e non so se fosse un uso regionale ligure o se fosse diffuso anche altrove; voi ve lo ricordate? – paroline del gatto, e mi son sempre chiesto per quale strano motivo i nostri felini domestici fossero additati come emblema del turpiloquio.
Ad ogni buon conto – e visti i tempi – vi propongo qui di seguito un piccolo glossario di parolacce rivisitate: chissà che, in quest’epoca di linguaggio libero e pittoresco, adottare qualcuno di questi elaborati eufemismi non possa avere lo stesso effetto di rottura dell’esclamazione zavattiniana di venti e più anni fa.

allogamo: da allós, altro, e gámos, nozze, questo termine potrebbe utilmente sostituire gli abusati gay, omosessuale, ed altri meno eleganti. Ovviamente utilizzabile anche il femminile allogama e il sostantivo allogamìa.
 
callipigia: già appellativo di Venere (lett. dalle belle natiche) si raccomanda, nel riferirsi alle grazie di una signora dalle forme opulente, in luogo del poco elegante culona.

crisobalano: termine attestato in italiano per indicare un arboscello dell’America latina. Dal greco chrysobalanos, ghianda d’oro, potrebbe essere utilizzato per designare quei maschi superdotati e dall’infaticabile attività sessuale.

fallocefalo: da phallós, membro virile, e kephalê, testa; già proposto in sede parlamentare negli anni sessanta da qualche onorevole buontempone in luogo del comune testa di c… non ha tuttavia trovato degna accoglienza. Appare peraltro vocabolo perfettamente congruo e ben formato.

falloforo: da phallós, come sopra, e phorein, portare in giro. Riproduce il significato scurrile che ha assunto il verbo italiano menare (originariamente sinonimo di portare). Utilizzabile anche il derivato falloforìa nel senso di menata. Da notare tuttavia che questi due termini sono già attestati nella lingua italiana, se pure con significato diverso, e cioè, rispettivamente: sacerdote del dio Priapo e processione in onore di Priapo.

gluteocapienza: dal verbo latino capere, prendere, afferrare, deriva questo sostantivo che designa l’azione di prendere per i fondelli il prossimo. Il vocabolo appare di uso piuttosto scomodo: che gluteocapienza! suona infatti più artificioso dell’originale che presa per il c…! Anche la variante gluteocaptazione, proponibile in sostituzione, non apporta sostanziali benefici.

mentulopensile: dal latino popolare mentula (di evidente significato, vista la diretta derivazione del siciliano minchia), potrebbe designare tutte quelle cose che si è usi invitare il prossimo ad attaccarsi, per l’appunto, al membro. Già adottato da Umberto Eco (che nel suo Secondo diario minimo propone come materia d’insegnamento una Fisica delle soluzioni mentulopensili) appare tuttavia d’uso poco pratico, soprattutto per la difficoltà di derivarne un verbo (ma mentulopenditelo! suona infatti decisamente peggio che non ma attàccatelo al…).

orchioclasta: da orchis, testicolo, e klásis, rottura, appare come un perfetto – ed elegante – equivalente di rompiballe. Anche il derivato orchioclastìa è perfettamente congruo: esclamare uh, che orchioclastìa! invece di uh, che rompimento! è senza dubbio da raccomandare anche al più pignolo dei puristi.

scatomittenza: dal greco skatós, escremento, indica l’azione di mettere nella m… qualcuno. Accettabili – per non dire raccomandabili – tutti i derivati: la forma verbale scatomettere, e i sostantivi scatomittente (chi compie l’azione) e scatomesso (chi la subisce).

scatomorfo: da skatós, come sopra, e morphé, forma, può utilmente sostituire uno dei più comuni insulti della lingua italiana. Analogamente utilizzabile il derivato scatomorfìa (ve lo immaginate Fantozzi/Villaggio esclamare: – La Corazzata Potemkin è una scatomorfìa pazzesca! – ?).

sodomotecnica: termine dal significato trasparente, designa ovviamente l’arte di metterlo in quel posto a qualcuno. Utilizzabile ad libitum in senso proprio o traslato senza particolari controindicazioni. Raccomandabile anche il derivato sodomotecnico per indicare chi quell’arte mette in pratica continuamente (il volgarmente detto mettìnculo).

Un saluto e un sorriso dal vostro
Cosimo Piovasco di Rondò

41 commenti:

  1. Sarà la derivazione dal greco o dal latino, ma queste parole del gatto rivisitate prendono una connotazione talmente erudita che perdono nella traduzione l'aggressività della trasgressione e della rabbia che le genera. Infatti -penso- che la parola "volgare" nell'essere pronunciata assume i connotati verbali dello spregio che la persona che la pronuncia indirizza all'oggetto dell'ira.

    Dire fallocefali ai nostri politici sarebbe un complimento, anzitutto penso pochissimi la comprenderebbero, mentre testa di ca@@o rende molto meglio il grado di ebollizione della rabbia popolare.

    Interessante post ! Buon mercoledì Cosimo!

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    1. Appunto... Un tempo era segno di rabbia e di trasgressione, oggi è diventata abitudine e null'altro...

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  2. mamma mia!!!dopo aver letto questo post, mi sono sentita molto ignorante. Non sapevo più della meta delle cose che ho letto :'(
    Ma sai che proprio l'altro giorno,nel programma di Volo,si parlava di alcune parole inserite nel vocabolario che invece sono ritenute parolacce. Credo che una fosse la "patonca"(o qualcosa del genere), che vuol dire vulva. In breve un'appellativo volgare entrato a far parte del gergo comune, tanto da poter essere utilizzato anche in tv ed inserito per giunta nel dizionario.Mah!!!
    Post interessante. A presto e buona giornata

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    1. A quanto ne so, le cosiddette parolacce nei dizionari ci sono sempre state, ovviamente segnalate dal commento volg; piuttosto oggi c'è una tendenza a inserire voci dialettali (non necessariamente sconce) anche nei dizionari generali della lingua italiana, come per l'appunto patonza che è tosco-emiliano ma che si è diffuso anche altrove.
      Forse è quello che intendevano dire in quel programma TV.

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    2. Cosimo, tutto ok? è da un bel pò che non scrivi...spero che sia per mancanza di tempo e non per problemi di altra natura.
      Ti saluto e aspetto con ansia un nuovo post ;)

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    3. Tranquilla, nulla di irreparabile. Grazie per il pensiero.

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  3. Grazie per questo excursus nell'Italiano parlato finalmente come si deve. Secondo te si può dire che i nostri politici sono scatomorfi?

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  4. Di alcune ignoravo cosa volessero dire effettivamente; rimediare all'ignoranza ancora posso. Ciao e grazie per questa...lezione!

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    1. Mi sembrerebbe strano il contrario, visto che praticamente tutte me le sono inventate... Vabbe' l'inconscio collettivo, ma insomma...

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  5. Le tue proposte in alternativa a.. sono molto interessanti ma non riuscirebbero a rendere ai più il senso a meno che senza lasciar fiato non si agganci subito la traduzione in vulvata Alcuni giorni orsono fece sorridere (ghignare) la definizione del comportamento di Renzi come 'invidia penis'.
    Insomma sono con la schiettezza di Zavattini comprensibile a tutti e sopratutto agli ignorantoni cui spesso certi epiteti sono diretti.

    sherazadeperilpanealpa(E)ne ;)

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  6. opsssss lapsus "vulVATA" contro vulGATA ;)

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  7. Interessantissimo post, un po' complicato insultarsi in modo così colto. Ma non riesco proprio a capire il significato del modo di dire " paroline del gatto" .
    A presto, buona serata.
    Antonella

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    1. Ma sai che non l'ho mai capito neppure io, né ho mai trovato nessuno che me lo sapesse spiegare? In ogni caso ho verificato che è proprio un modo di dire tipicamente ligure, altrove non è quasi conosciuto.

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  8. Che insulti eleganti! Li annoto, nella speranza di poterli o prima o poi sfoggiare! :-)

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  9. Ma come possono i nostri politici capire tanta raffinatezza?

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    1. Meglio se non capiscono, ci restano ancora più male...

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  10. Beh, io posso affermare di avere moltissimi alunni orchioclasti e fallocefali! Un mio collega di alcuni anni fa, invece, aveva coniato un termine per indicare le professoresse nubili molto rigide a cui non andava mai bene niente. Le chiamava "peneprive" e sosteneva che fosse proprio questa privazione a renderle così acide e antipatiche.

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    1. Sì, termini di significato analogo (nei confronti di zitelle acide non necessariamente insegnanti) ricordo di averli sentiti fin dall'infanzia...

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  11. sorry... sono fuori epoca. Non conosco nessuna di queste parole e non ho mai sentito parlare di paroline del gatto!!!
    baci

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    1. Non c'entra l'epoca, Elisa, non puoi conoscerle, visto che, come ho già risposto sopra a Penelope, me le sono inventate... Speravo fosse chiaro, cavoli!

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  12. Conoscevo solo mentula,
    dato che ai tempi del latinorum io e la mia amica eravamo andate a cercarla apposta sul vocabolario, per poterla usare a gogò in casa o a scuola -tranne che nell'ora fatidica- senza rappresaglie da parte di genitori e/o prof :)

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    1. Vero, li ricordo anch'io quei giochini lì.
      Ai tempi dell'Armata Brancaleone, ad esempio, era diventato di moda tra noi liceali – seguendo l'esempio di Vittorio Gassman – esclamare "Verga!"...

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  14. un post fresco e divertente ^^ erò l'aspetto tragico è che è proprio vero... le persone si stanno facendo sempre più volgari :(

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    1. Appunto... è proprio da lì che mi è nata l'idea.

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  15. Di quelli che hai scritto conosco solo "fallocefalo", però ti posso insegnare questa espressione che era molto in auge negli anni '80 dalle mie parti "a membro di segugio" traduzione "a c@xxo di cane" che sta ad indicare un lavoro fatto male. Giorni fa l'ho insegnata a mia nipote alla quale è piaciuta tantissimo :) Forse sono una cattiva maestra :))

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    1. Per membro di segugio è stata proposta da più parti l'espressione cinofallico. Ero tentato di inserirla, ma poi ho preferito privilegiare mie creazioni originali piuttosto che citazioni già conosciute.

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  16. Mi sono divertita molto, ma resto dubbiosa: l'efficacia del turpiloquio è nell'essere immediatamente comprensibile da chiunque, per cogliere al volo questi termini ci vuole almeno un liceo classico fatto bene.

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    1. Secondo me l'efficacia del turpiloquio si perde irrimediabilmente, una volta che diventi parlata comune e non per eccezione... e per contrappasso potrebbe stupire di più un lessico criptico e ricercato come questo...

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  17. Caro Cosimo Piovasco, purtroppo in questo momento non posso soffermarmi tranquillamente nella lettura del tuo istruttivo post, ti posso solo salutare caramente?
    Ti scriverò per spiegarti cosa è successo, scusami se ritardo nel farlo.
    Sempre amici?
    Ciao

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    1. Certo che puoi, carissima, anzi mi spiaceva che non lo facessi più da un bel po'.
      Sempre amici, sì, se lo vuoi anche tu. Scrivimi quando vuoi.

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  18. Sarà l'abitudine al linguaggio, ma sibilare a qualcuno "fallocefalo", pur se molto più elegante, non ha la stessa pregnanza del "testa di c...".
    Ma utilissimo il tuo glossario dato che non è facilmente comprensibile per chi non è passato di qua.
    Così alla prima occasione, dato che in genere non uso il turpiloquio, mi sarà di grande soddisfazione sfogare la mia irritazione dando del fallocefalo a chi mi ha provocato:)

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    1. Ripeto anche a te quel che ho già detto sopra: la pregnanza si perde, quando diventa abitudine...

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  19. Ho trovato questo post divertente... e da te, come sempre, non si finisce mai di imparare.

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